Incomprensioni studentesche

Incomprensioni studentesche

Commento ad un articolo de “Il Centro” del 08/12/2001 relativo ad una manifestazione studentesca.

Sapete com`è, con i giornalisti non ci si capisce mai, e sfortunatamente non sempre per colpa del caso.
Così anche avendo scritto un comunicato che illustrava motivi e modalità della manifestazione di giovedì 6, e anche se questo comunicato presente su “www.pescarafree.org/studenti“ è stato copiato in alcune sue parti, “Il Centro“ ha fatto del suo meglio per fraintendere il tutto.
E` sabato mattina, facciamo un controllo di ciò che è stato scritto e vediamo cosa ne esce fuori.
Tra [] verrà riportato il testo del Centro, i commenti sono opera mia.

[PESCARA. Il boato di una bomba carta ha dato il via al corteo di protesta degli «studenti disobbedienti» pescaresi che, ieri mattina, scortati da un folto numero di poliziotti e carabinieri, hanno mandato in tilt il traffico.]

Io c`ero, ero davanti al corteo sul furgone del sound-system in quel momento, com`è che la bomba carta non l`ho vista, sì un piccolo petardo dev`essere esploso perchè qualcosa ho sentito, ma questo inizio mi sembra più da articolo “post-genova“ che da manifestazione di studenti; ancora sullo stesso stile, il folto numero di agenti delle forze dell`ordine ??
“Scine ca scine“ ma non ho visto più polizia di quanta non ce ne sia in ogni manifestazione nella nostra cittadina, che ci sia un tentativo in atto di criminalizzarci per qualche cosa ??
Sono troppo buono per pensare certe cose.
Ora saltiamo un bel pezzo dove si descrive il percorso del corteo che non interesserà certo ai lettori.

[In piazza della Repubblica si è svolto quindi un dibattito sulle ragioni della protesta che coinvolge, tra occupazioni e autogestioni, tutte le scuole medie superiori della città, eccezion fatta per il liceo classico «D`Annunzio».
E proprio al passaggio in via Venezia, si sono registrati gli unici attimi di tensione della mattinata, quando alcuni manifestanti, al grido di «crumiri, crumiri», hanno lanciato uova contro le finestre.
«Solo scendendo in strada si possono fare proteste costruttive», ha spiegato Martina Di Fonzo, rappresentante del liceo classico. «Occupando le scuole non si risolve nulla».]

Un simpatico siparietto di tradizione scolastica, la protesta di fronte al liceo classico, diventa in questo articolo un qualcosa di più.
Il classico è sceso in piazza con le altre scuole, data anche la partecipazione di numerosi studenti del liceo nel coordinamento degli Studenti Disobbedienti, e Martina Di Fonzo non ha criticato l`occupazione come forma di lotta, ha solo posto in luce le difficoltà che una forma di protesta come l`occupazione dell`edificio scolastico trova dentro una scuola come il liceo classico.
Peccato che l`intervistatore abbia capito tutto in altro modo.
Tentativo di spaccare il movimento ?
Speriamo nella buona fede.

[Una scelta che non raccoglie consensi all`interno del neonato coordinamento degli «studenti disobbedienti», a cui hanno aderito anche i militanti della Sinistra giovanile e dei Giovani comunisti.]

Cos`è ancora si tenta di separare il classico dal resto del mondo, alimentiamo la divisione all`interno del movimento ?
Chi è stato a qualche riunione del coordinamento conosce già la verità, per gli altri non resta che venire e partecipare alle prossime riunioni.

[Ma quali sono le richieste degli studenti? Andrea Di Gaetano, rappresentante del «Tito Acerbo» è lapidario: «Oltre alle precarie condizioni igieniche del nostro istituto, non accettiamo l`atteggiamento della Provincia, che vuole privarci di alcune aule. Se l`assessore Di Rosa non ci viene incontro, siamo pronti ad occupare fino a Natale».
Accende ulteriormente i toni Matteo Comignani del liceo Artistico. «Le due settimane di occupazione sono giustificate dal fatto che per la nostra scuola da anni che non si fa niente. Lo stato di abbandono è sotto gli occhi di tutti».
Al coro di proteste si unisce anche Laerte Dell`Orso del liceo scientifico di Montesilvano. «Le aule della nostra scuola sono degli squallidi garage e le scale antincendio della sede centrale sono visibilmente pericolanti».]

Ancora interviste spezzettate, frammenti di discorsi estrapolati dal loro contesto, tentativi (forse) di porre tutta la questione a livello locale come uno scontro con la Provincia di Pescara, lasciando fuori dal discorso riforma della scuola, guerra e finanziaria.
Le persone che hanno parlato conoscono bene questi motivi e hanno detto tutto quello che dovevano dire, forse qualcuno non ha ascoltato.
O peggio, forse continuano a confonderci con gli studenti di Azione Studentesca che dal loro canto protestano sempre contro la provincia per motivi di edilizia scolastica.
Un piccolo riepilogo: noi siamo gli Studenti Disobbedienti, per quanto io ne sappia siamo un coordinamento di sinistra, sapete quelli che non se la prendono con gli ebrei e non si adornano con le celtiche ?
Ecco proprio quelli.
Evitiamo confusioni please.

[Se le rivendicazioni sullo stato degli edifici sono chiare a tutti i manifestanti, lo stesso non può dirsi della riforma Moratti.
«No ai buoni scuola, no ai soldi alle private, no ai nuovi cicli scolastici, no alla scuola azienda», erano gli slogan su striscioni e volantini, che non tutti hanno compreso.]

Ah grazie, cos`è gli studenti fanno gli striscioni e non sanno cosa ci scrivono sopra ??
Ma che pensate che li abbia scritti qualcun`altro e poi siano stati distribuiti ??
Sarà il KGB che stà strumentalizzando i poveri, piccoli, teneri studenti della pacifica provincia di Pescara per reclutarli ??
Ritenete gli studenti così cretini da non sapere perchè si scende in piazza ?
Molte grazie della considerazione.

[«E` fondamentale un`informazione dettagliata e aggiornata sui cambiamenti in atto nel mondo scolastico», ha sottolineato Emanuele Anchini, del liceo scientifico «Da Vinci». «Se non c`è convinzione e consapevolezza generale, queste forme di protesta finiscono con l`essere solo un pretesto per non andare a scuola».]

Informare è il nostro primo obiettivo, altrimenti perchè fare assemblee, distribuire volantini con spiegata la riforma Moratti nei suoi punti fondamentali, invitare gli studenti, e gli insegnanti, a scaricare da “www.istruzione.it“ il testo integrale della riforma.
Se come pensa la stampa vogliamo saltarci solo dei giorni di scuola, perchè ci impegnamo così tanto per preparare gli eventi, perchè ci vediamo il pomeriggio, perchè cerchiamo l`aiuto di professori e genitori, aiuto che in molti casi arriva dato che la riforma così com`è non può piacere a nessuno.
Bhe forse non proprio a nessuno, diciamo a nessuno tra quelli che tengono alla società futura, e alla fucina entro cui sarà forgiata.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.