Transhackmeeting

Transhackmeeting

Visioni dal transhackmeeting di Pola scritte a 4 mani con lesion.

Dal 25 al 27 giugno ha avuto luogo nell’ex caserma Karlo Rojc di Pola (Pula per i croati) il TransHackmeeting, un evento ispirato alla cultura dell’hacktivism che ha convogliato, in una struttura un tempo popolata dall’armata rossa, hacktivisti fricchettoni provenienti un po’ da tutta europa per conoscersi, parlarsi e sopratutto condividere le conoscenze.

L’evento nasce dalle esperienze maturate negli ultimi 7 anni dagli hacklab italiani e spagnoli e dai rispettivi momenti d’incontro nazionali delle comunita’ che da questi luoghi, fisici e virtuali, si sono sviluppate; il transhackmeeting e’ una dimostrazione della necessita’ di avere un evento in grado di travalicare i confini nazionali e di mettere a confronto diverse realta’ che vanno dai perdigiorno degli hacklab italiani agli sciamani spagnoli, dagli anarcogeek francesi agli straight-edge del nord europa fino agli splendidi padroni di casa croati.

Hanno sicuramente caratterizzato l’evento l’enorme quantita’ di cemento della struttura, il mare respirabile con chiazze di mucillagine, gli autoctoni punk in grado di suonare tutto il giorno e tutta la notte, il simpatico cibo vegano, la strana sostanza rossa e liquida nei bicchieri, la musica revival/trash che strisciava nei sotterranei e due meravigliosi gattini, subito ribattezzati “uno” e “zero”, che si sono fatti coccolare di volta in volta dall’acaro di turno.

I sotterranei di cui sopra, i corridoi, le scalinate, le pareti e tutti gli spazi potenzialmente “verniciabili” sono stati invasi, durante il meeting, da piccoli esserini, comunemente noti come formiche, grazie all’opera di ignoti pittori che con maschere di cartone e bombolette di vernice spray fendevano la notte del rojc.

La solita funzionale autoorganizazione ha portato ad un fitto scambio culturale sia attraverso le frequenti discussioni spontanee all’interno e all’esterno della struttura e sia attraverso i numerosi e partecipati workshop; questi ultimi hanno spaziato dalle recenti normative europee riguardanti la proprieta’ intellettuale alla situazione delle realta’ internazionali coinvolte nell’evento, passando per software di video editing, sviluppo di reti non censurabili e tanto altro.
Un’atmosfera apparentemente domenicale e rilassata nascondeva invece pericolose e sovversive discussioni su tematiche che andavano dagli spazi quadridimensionali alla creazione di linguaggi naturali con una ridondanza lessicale e grammaticale minima.

In chiusura non possiamo non segnalare, a conferma che le sensazioni laciate sulla pelle da un evento del genere sono piu’ forti di quanto la ragione non possa spiegare, le magliette dei pisani su cui campeggiava la mitica frase “share your body”, la pasta che i parmigiani cucinavano in un non meglio precisato punto del parcheggio, la numerosa e minorenne popolazione femminile, il camper di servus.at ricoperto di pinguini e punti viola e un murales degli “skinhead reggae”, naturalmente su sfondo verde/giallo/rosso.

isazi & lesion

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